
Il ginkgo biloba è stato usato come medicinale per migliaia di anni. La sua efficacia è stata scientificamente dimostrata per la cura di numerose patologie come la claudicatio intermittens, l’ Alzheimer e l’insufficienza cerebrale (una sindrome che si pensa sia essere secondaria alla malattia aterosclerotica, caratterizzata da concentrazione alterata, confusione, prestazioni fisiche diminuite, affaticamento, emicrania, dizziness, depressione e dall’ansia). Ci sono anche degli sudi che attribuirebbero al ginkgo biloba proprietà in grado di aumentare la memoria negli individui sani, effetti benefici nella sindrome premenstrual (PMS) , la riduzione dei danni vascolari chemioterapia-indotti e la riduzione del tinnito. Il ginkgo normalmente è ben tollerato, ma deve essere usato sotto controllo medico in caso di sindrome emorragica, in pazienti in terapia con anticoagulanti, con coagulopatie, o prima di alcune procedure chirurgiche.
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GINKGO (Ginkgo biloba)FAMIGLIA: Ginkgoaceae
HABITAT: è il solo sopravvissuto di un ordine che fu molto comune sulla terra fino all’era terziaria. Sono stati trovati resti fossili di Ginkgo biloba vecchi di circa 200 milioni di anni. Si trova in Cina e in Corea, e attualmente è coltivato negli Stati Uniti e in Europa.
PARTE USATA: le foglie.
PREPARAZIONI FARMACEUTICHE CONSIGLIATE: estratto secco titolato in terpeni totali 5-7% e in Ginkgoflavonoidi 22-27% (Commissione E tedesca) chiamato in sigla EGB761. Il suo dosaggio giornaliero va da 120 a 240 mg. nell’adulto, suddiviso in una o due somministrazioni possibilmente lontano dai pasti.
COMPOSIZIONE CHIMICA: la pianta è molto ricca di flavonoidi. I composti chimici caratteristici di questa pianta sono i diterpeni, più noti col nome di ginkgolidi A, B, C, J e M, e il bilobalide.
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Anatomicamente vengono distinte nell’apparato uditivo quattro parti, che sono dall’esterno all’interno:
- orecchio esterno, organo deputato alla raccolta del suono;
- orecchio medio, organo che ha il compito di trasmettere le vibrazioni sonore per mezzo della membrana del timpano, degli ossicini e delle finestre;
- orecchio interno, diviso in 2 parti: una anteriore o chiocciola, destinata alla ricezione dei suoni; una posteriore o vestibolo con i canali semicircolari, deputata all’equilibrio;
- le vie nervose acustiche e vestibolari.
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