Sale e salute
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Il sale è un elemento fondamentale per l’alimentazione umana ed è costituito da cloruro di sodio (NaCl). Una sua eccessiva introduzione può causare gravi problemi alla salute. La quantità di sale sufficiente al nostro organismo non supera i 3 grammi (g) al giorno; l’apporto raccomandato non supera i 6 g al giorno. Purtroppo, in Italia consumiamo mediamente circa 10 g di sale a testa.
Quali sono le principali fonti di sale?
Il sale che ingeriamo deriva per circa un terzo da quello aggiunto durante la preparazione dei cibi in cucina e a tavola (sodio cosiddetto discrezionale).
I restanti due terzi derivano dal sodio contenuto negli alimenti (sodio non discrezionale o “nascosto”).
Solo il 10% del sodio non discrezionale è contenuto naturalmente negli alimenti, mentre il restante 90% è aggiunto durante i processi di trasformazione artigianale o industriale.
Per questo motivo, la dieta povera di sale deve privilegiare il consumo di alimenti naturali freschi, a scapito di quelli conservati o preparati industrialmente.
Un grammo di sodio corrisponde a 2,5 g di sale. Generalmente, il contenuto di sodio negli alimenti è espresso sulle etichette in grammi (g) o milligrammi (mg) per 100 grammi (1 g = 1000 mg): 0,5 g o più di sodio per 100 g di prodotto significano “molto salato”, mentre 0,1 g per 100 g significa “poco salato”.
Il contenuto di sodio nelle urine (la cosiddetta sodiuria) è misurato in milliequivalenti (mEq). Di solito, la quantità di sodio eliminata nelle urine corrisponde a quella introdotta; per questo motivo il dosaggio della sodiuria sulle urine raccolte per 24 ore consente di valutare l’apporto di sodio. Una sodiuria di 100 mEq/24 ore corrisponde a un apporto di 6 g di sale al giorno.